Chi sono

Caro visitatore, cara visitatrice, benvenuti!

Presentarsi è sempre un pò imbarazzante, ma è giusto che chi entra in questo sito web sappia con chi ha a che fare

Per questa ragione, credo che qualche informazione sul proprietario di questo sito possa far piacere, quindi ecco svelato chi si cela dietro www.vitocaronna.it, il sito personale di Vito Caronna, un appassionato del Pc ed internet.

Mi chiamo Vito Caronna e abito in una meravigliosa Isola che si chiama “Sicilia”

Città natale: Mazara del Vallo

Residente: Partanna (TP)

Le cose che odio:

L’arroganza, la falsità, l’indifferenza, l’ingiustizia e gli opportunisti

Cosa amo fare:

Stare in compagnia con gli amici, magari davanti ad una gustosa pizza e un bicchiere di birra

Competenze:

Web Content Editor, webmaster, web designer, blogger, social network specialist, video editing

Attività:

  1. Web Content Editor della testata giornalistica: www.primapaginatrapani.it
  2. Web Content Editor della testata giornalistica: www.primapaginamazara.it
  3. Web Content Editor della testata giornalistica: www.primapaginamarsala.it
  4. Webmaster di questo sito: www.vitocaronna.it
  5. Webmaster del sito web: www.ducadisanmartino.com
  6. Webmaster del sito web: www.spazioliberoonlus.it
  7. Webmaster del sito web: www.officinazinnantib.it
  8. Webmaster del sito web: www.belicevalle.it
  9. Webmaster del sito web: www.parrucchierialineauomo.it
  10. Webmaster del sito web: www.marronepullman.com
  11. Webmaster del sito web: www.appartamentiscopello.it
  12. Webmaster del sito: www.misericordiapartanna.it
  13. Ideatore e amministratore del blog: www.oltrelebarriere.blogspot.it
  14. Fondatore e amministratore del guppo Facebook: Partanna Today
  15. Ideatore e amministratore della pagina Facebook: Video Partanna Today
  16. Ideatore e amministratore del canale Youtube: Partanna Today
  17. Ideatore e amministratore del canale Youtube: Web Tv Belicina
  18. Ideatore e amministratore della pagina Facebook: Oltre le barriere
  19. Ideatore e responsabile del progetto: “INFORMATI…ziamoci” (Progetto nado dall’idea di avviare sul territorio di Partanna un percorso di crescita culturale e sociale rivolto a giovani e adulti anche in condizione di disabilità)
  20. Ideatore e responsabile del: “Cineforum Oltre le barriere” (Evento tenutosi il 24 agosto 2012 in Piazza Falcone-Borsellino, dove si è parlato di Barriere architettoniche. Realizzato in collaborazione con Rosalia Teri ex Ass. del Comune di Partanna)
  21. Ideatore della “Scheda Conoscitiva” (Indagine conoscitiva sui servizi ai disabili” per il comune di Partanna. Realizzata in collaborazione con Giovanna Genco ex Ass. del Comune di Partanna)
  22. Socio dell’Associazione di Volontariato “Misericordia di Partanna“, con carica a Presidente Probiviri e webmaster del sito: www.misericordiapartanna.it

L’Incidente:

Un giorno d’estate tutto cambiò è niente fu più come prima.

Il 14 agosto del 1988 a causa di un tuffo in mare subisco un grave trauma midollare che mi ha causato una paralisi dal collo in giù.

Era il 14 Agosto 1988, una giornata caldissima e con un gruppo di amici decido di andare al mare, quindi ci organizziamo e partiamo per “Marinella di Selinunte” zona balneare a sud della Sicilia. Arrivati a Selinunte (zona boschetto) ci sistemiamo e dopo un po’ di sole entriamo in acqua, per rinfrescarci dalla calura che avevamo addosso, l’acqua era piatta e aveva una temperatura perfetta, quindi facciamo un paio di nuotate e ci rimettiamo a prendere il sole.

A un certo punto, un amico propone di fare dei tuffi e così iniziamo, a turno ci tuffiamo svariate volte, ma nel mio 7° – 8° tuffo mi sbilancio troppo ed entro in acqua a testa in giù dritto come un chiodo.

L’acqua era alta circa un metro e sessanta, ma nel tuffarmi non faccio in tempo a mettere le mani avanti e fatalmente sbatto la testa nella sabbia del fondale, dopo l’impatto con la sabbia, sento come una scossa elettrica che percorre il mio corpo dal collo in giù rendendomi impossibilitato a muovermi, in pratica il mio corpo andava a paralizzarsi.

Durante l’impatto, sono sempre rimasto cosciente e ahimè, ho sentito tutto il percorso di questa scossa, che mentre scendeva spegneva i miei arti, non sentendo più le braccia e subito dopo nemmeno il resto, e tutto questo accadeva sott’acqua mentre rotolavo per ritornare a galla.

Appena riemerso da sottacqua chiedo subito aiuto, dicendo a chi era intorno a me che non riuscivo più a muovere nulla, pertanto, chi era nelle mie vicinanze sentendo il mio SOS, si affretta a prendermi per tirarmi fuori dall’acqua, nel frattempo altre persone chiamano i soccorsi che una volta arrivati mi danno la prima assistenza per poi essere trasportato in ospedale, dove mi sottopongono subito agli accertamenti del caso.

Dopo la visita radiografia etc. i medici costatano la gravità del trauma che avevo subito in quel tuffo, mi trasferiscono subito all’ospedale Civico di Palermo, dove dopo un’altra visita mi portano in sala operatoria, per applicarmi due placche alle vertebre cervicali lesionate.

Un mese dopo l’intervento vengo trasferito in un centro di riabilitazione (San Pietro) che si trova in una borgata di Caltagirone (Provincia di Catania).

Arrivato lì, i medici mi visitano e spiegano ai miei genitori che il percorso della riabilitazione era lungo, e se c’erano speranze che io tornassi a camminare, era tutto basato sulla reazione che avrebbe avuto il mio corpo dagli stimoli della fisioterapia.

Passano le ore, i giorni, le settimane e i mesi, e dopo 14 lunghi mesi di dura e continua fisioterapia, riesco a recuperare solo il movimento delle braccia, ma non quello delle mani e gambe.

A questo punto delle cose, i medici costatando che il mio corpo non faceva più miglioramenti, decidono di dimettermi e quindi faccio ritorno a casa, con la consapevolezza che la mia vita non sarebbe più ritornata ad essere come prima dell’incidente e che dovevo lottare per ritrovare quegli stimoli per dare un senso a questa mia nuova vita da disabile “oggi diversamente abile”. (ancora oggi, continuo a fare fisioterapia per tenere i muscoli e gli arti in movimento per non farli atrofizzare).

Dopo lunghi anni di peripezie per ricostruirmi una vita più autonoma possibile, oggi posso dire che tutta la fatica-sofferenza affrontata è valsa la pena farla, perché sono riuscito di nuovo a riprendermi la mia vita sociale e oggi sono una persona serena, e questo nonostante ancora oggi non ho accettato quanto mi è accaduto, ma ho imparato a conviverci e ad accettare i limiti motori che il mio handicap comporta, ma questi limiti non mi hanno impedito di raggiungere alcuni obiettivi che oggi danno un senso più compiuto alle mie giornate.

Ho voluto raccontarvi in breve un pò della mia storia, per farvi un più partecipe della mia vita.

Ciao a tutti.

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