Rimini, accordo per formare e assumere persone disabili negli stabilimenti balneari

L’esperienza di “Rimini autismo” ha ottenuto nel 2017 la disponibilità di 8 stabilimenti balneari di Marina centro che hanno formato 11 persone in mansioni come aiuto bagno, assistente all’info point o in spiaggia, “una grande risorsa umana e produttiva”. Quest’anno sono 20 per una ventina di persone

RIMINI – Oltre che acclarata capitale dell’accoglienza, punta a candidarsi a modello per l’inclusione sociale. Confesercenti e sindacati sposano infatti il progetto di “Rimini autismo” per l’inserimento di persone socialmente fragili nelle imprese stagionali, con l’applicazione del contratto nazionale. L’associazione e’ partita cinque anni fa come apripista e l’anno scorso ha incontrato la disponibilità di otto stabilimenti balneari di Marina centro che hanno formato 11 persone in alcune mansioni specifiche quali aiuto bagno, assistente all’info point, oppure direttamente in spiaggia con ombrelloni e lettini. Quest’anno l’esperienza si struttura con l’accordo tra Confesercenti e sindacati.

L’anno scorso, ricorda presentando l’iniziativa alla stampa, Mario Forte di Filcams-Cgil, “abbiamo allungato la stagione con una settimana di formazione”. Un gruppo di imprese, prosegue, ha deciso di aderire, e L’Ente bilaterale territoriale regionale garantirà un contributo di 500 euro a persona. Il progetto sarà monitorato per seguirne a fine stagione il contributo. “Diamo valore al confronto tra le parti sociali”, sottolinea il collega di Fisascat-Cisl, Gianluca Bagnolini, rimarcando che l’idea e’ nata a Rimini per poi estendersi a livello regionale. La sperimentazione, concorda Claudia Lugaresi di Uiltucs, e’ “il miglior modo per dimostrare l’attività della bilateralità”. L’accordo, da’ qualche dettaglio Marco Pasi di Confesercenti, ha durata biennale e riguarda tutta la riviera e tutte le imprese stagionali. L’attività viene accompagnata da alcuni tutor che fanno da garanti. E offre “un salto di qualità oggettivo, si passa dal tirocinio a un vero e proprio contratto di lavoro”, che farà dunque curriculum. Peccato, lamenta, che non siano arrivati contributi dai soggetti istituzionali come Regione e Inps.

Chi ci crede molto e’ Stefano Mazzotti del Bagno 27, che l’anno scorso con altri sette stabilimenti, ha formato 11 ragazzi, che si sono rivelati “una grande risorsa produttiva e umana”. Quest’anno saranno oltre 20 i bagni, per una ventina di persone, e viene coinvolto anche il carcere e il suo laboratorio di ceramica. Per le persone coinvolte, racconta la sua esperienza Mazzotti, “la stima e’ l’autonomia, essere produttivi e utili. Ci si potrebbe allargare anche oltre il balneare”. E anche per Rimini e’ “un’immagine di lavoro in maniera diversa”. Dello stesso avviso Antonella Zanella di Rimini autismo: “Il macro obiettivo e’ acquisire competenze, ma i sotto obiettivi sono diversi”, per esempio raggiungere in autonomia il lavoro. Coinvolta anche l’Università: Doris Grossi mette in evidenza che cambia il concetto del bagnino e della struttura balneare, “il sociale non e’ più relegato”

Fonte: Superabile.

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